
Nella
letteratura ne parlano lo scrittore Cartaginese Magone, il vecchio Catone nel
"De re rustica", il dottorissimo Marone nel "De agricoltura" e lo spagnolo Columella
oltre all'enciclopedico Cornelio Celso e Plinio il Vecchio.
Le sue origini
risalgono a 12.000 anni a.c. ed uno scrittore del Palladio lo definisce così :
"Il farro è quasi simile allo spelta , ma è più grosso in erbe e nel granello
, mietesi e mondasi come il grano ; è di temperata compressione, ed è cibo buono
ai sani ed agli infermi ; ed assai nutrica e conforta e genera buon nutrimento
ed è anzi stitico che purgativo".
Sfamò etruschi , egiziani e poi soldati
romani. La razione giornaliera di un centurione romano per percorrere 50 miglia
, era un pugno di farro che metteva a macerare nel vino rosso.
Aveva una funzione
propiziatoria nei matrimoni , e veniva usato come moneta di scambio.
La coltivazione
è quasi scomparsa negli ultimi anni a seguito dell' avvento della chimica , in
quanto il farro non si avvantaggia delle concimazioni e non necessita di trattamenti
antiparassitari.
I nostri antenati ne scoprirono subito le qualità e la scienza
oggi lo indica con un alto contenuto di magnesio. Da qui il nome di Magnet, "magnete
della vita".
Il farro si trova in commercio sotto forma di chicco intero ,
di chicco spezzato , di farina o trasformato in pasta.
Le coltivazioni oggi
di questo cereale sono praticamente tutte di concezione biologica.
La trasformazione
viene effettuata porgendo la massima attenzione a non alterare le superiori caratteristiche
del prodotto.
La macinazione viene di solito eseguita a pietra e la pastificazione
, con trafile di bronzo a lenta essiccazione e a bassa temperatura, serve per
non alterare le caratteristiche degli alimenti.
Il farro è povero di
amido pertanto la pasta va cotta al dente, sazia presto e si digerisce rapidamente.
Le nostre specialità a base di farro sono il farrotto, primo
piatto a base di farro e salsiccia mantovana , il pane , la polenta,
le schiacciatine, i grissini, i biscotti e la sbrisolona.